martedì 22 ottobre 2013

DAL 2006....

Nel post precendete dicevo che e' dal 2006 che non vedevo piu' questi scritti ed e' vero ma mi riferivo scritti che avevo lasciato in un'altro blog che trovate a questo indirizzo:

http://nonamenotime.blogspot.it/

e alla quale non riesco piu ad accedere per modificare/aggiungre contenuti.

dopo otto anni...

SONO TORNATO

E' dal 2006 che non scrivo e non rivedevo più 
questi scritti che avevo lasciato. 
Cosa e' cambiato dal 2006?
Beh direi poca cosa. per non dire nulla. 
Il rischio e' di continuare così fino ai 65 
anni(se ci si arriva ovviamente)
andare in pensione, forse percepire il 
pensionamento economico(visti i tempi), 
e questo sarebbe l'unico cambiamento vero
in tutta una vita. 
Poi si muore. 
Mi ricorda il detto che si sentiva qualche 
decennio fa' quando,secondo me',eravamo un po' 
meno paralizzatida un sistema da cui dipendiamo
completamente
il detto diceva: Lavora, produci, consuma e 
muori. Che bella prospettiva. 
D'altra parte quali alternative possiamo 
sperare di vivere? me lo chiedo ora come nel 
2006...

E' anzi una fortuna poter:"lavorare produrre 
consumare e morire"
...almeno e' quello che sento più spesso dire 
da tutti. 
Il problema e' quando arrivi a un momento in 
cui davvero non ce la fai piu' a stare dentro 
tutto cio'.A sentirti completamente dipendente 
da un sistema che non puoi evitare ma che non 
sopporti. 
Ogni tanto si sente di qualcuno che ci ha 
provato.
Quello che e' andato a vivere in campagna, 
e e' riuscito a svoltare vivendo di un 
pezzettino di terra. 
ma staccarsi completamente per noi e' quasi 
impossibile, basta pensare alla fruizione di 
energia,elettrica e termica. 
Non e' pensabile di vivere illuminando la sera 
solo con delle candele. 
Ci vorrebbe un coraggio enorme per fare una 
scelta del genere. 
Romantica certo... 
ma ci basterebbe? 
Io credo di no, non per me almeno.
Il massimo che si puo' ottenere ma mai 
senza un capitale iniziale potrebbe essere 
una vita di campagna con pannelli solari che 
riescano se non a sostituire comunque a piu' 
che dimezzare i costi in termini di energia, 
avere la possibilità di coltivare anche solo 
un piccolo orticello che soddisfi le esigenze
familiari, e cominciare a imparare a usare 
le proprie mani. 
A riscoprire il "fare da se". Se pensiamo a 
quali sono i bisogni essenziali infondo gia' 
si dimezzano i costi. 
Se i tuoi bisogni sono scaldarti d'inverno, 
coprirsi e non piu' abbigliarsi(oggi solo con 
quello che la massa scarta ci si puo' vestire 
dignitosamente e questo ve lo dico per esperienza personale) il cibo....
un tetto sulla testa.
A me non serve altro.